LA STORIA







È ancora da stabilire se la Fonderia Michielli sia nata prima del 1827 perchè le ricerche sono ancora in corso, sono scarse le fonti storiche rimaste dopo l’incendio del villaggio di Campo del 1916 ( Fonte 33 ). La prima data certa sull’attività della fonderia è quella del 7 dicembre 1827 in base ad una richiesta fatta da Francesco Michielli all’allora lodevole rappresentanza comunale per la costruzione di una prima fabbrica per la fusione di acciaio nella frazione di Campo di Sotto d’Ampezzo nel Tirolo ( Fonte 11 / 17 / 23 / 31 ). Si suppone che le fusioni abbiano avuto inizio in data antecedente a quella indicata, in alcuni documenti storici si fa riferimento a una spada in acciaio flessibile donata dalla famiglia Michielli all’Imperatore d’Austria in occasione di una sua visita a Innsbruck (Fonte 32 / 36 ).

Francesco Michielli presunto fondatore della fonderia riceve il 5 agosto 1821 un premio alla Scuola di Pittura dell’ Accademia delle Belle Arti in Venezia ( nella copia della testa dal rilievo ) ( Fonte 1 ), nel 1827 ottiene una menzione onorevole a Venezia per dei saggi di acciaio fuso in verghette. ( Fonte 10 / 36 / 37 ).

Intorno al 1830 Francesco Michielli erige dei forni in Casbenno vicino Varese; il 24 giugno 1829 lo stesso fa una petizione per ottenere il titolo di fabbrica all’Eccelso Imperiale Regio Governo di Milano ( Fonte 42 ).

Il 28 novembre 1839 con Alto Decreto dell’Eccelsa Cancelleria Aulica Riunita N. 50397 viene accordato a Francesco Michielli e fratelli il privilegio esclusivo a 10 anni per una sua invenzione: un nuovo metodo di costruzione per le fornaci da calce di ogni dimensione (la massima fino a 20.000 piedi cubi di capacità) le quali permettono un triplice vantaggio cioè una forte economia di combustibile, oltre la metà fino ad allora utilizzata, la produzione di una calce migliore e l’utilizzo di meno manodopera nella cottura della medesima (Fonte 2 / 12 / 29 / 30 ).

Nel 1850 il capo comune Silvestro Franceschi scrive “Francesco Michielli, uomo di rari talenti, di singolarissimo pensare e che ha dato in ogni tempo prove per la distinta capacità, non solo per le arti, ma molto più per essersi dedicato alle scienze anche le più astruse…” ( Fonte 18 ).

I fratelli e la madre di Francesco Michielli inviano una supplica a Sua Maestà il 2 maggio 1850  per la scarcerazione dello stesso, condannato a Innsbruck a 12 anni di carcere duro per aver coniato carta moneta falsa nel 1848, la grazia venne concessa troppo tardi, perché nel 1853, all’età di 50 anni, Francesco muore nel carcere di Gorizia ( Fonte 41 ).  

Da documenti ritrovati presso l’archivio storico del Comune di Cortina d’Ampezzo  si apprende che nel 1851 la fonderia è attiva dal punto di vista produttivo ed economico tanto che la famiglia Michielli si prende carico del figlio di una sorella di Francesco Michielli che si trova in un istituto veneziano.

La fabbrica dei Michielli viene distrutta nel 1882 a causa dell’alluvione presso il torrente Costeana.

Nel 1905 la fabbrica é attiva ( Fonte 20 ), Arcangelo Michielli di Campo nel 1906 realizza dei candelieri, un crocifisso e la lampada per la cappella al passo Tre Croci ( Fonte 14 / 32 ), altre opere  prodotte da Arcangelo Michielli sono nel 1911 due grandi candelieri in ottone per la chiesa di S. Leonardo in Val Badia (Fonte 18 / 33 ).

Il 28 ottobre 1915 Agostino Michielli è sotto le armi a Dobbiaco in Val Pusteria ( Fonte 15 ), ( presta servizio militare per ben 9 anni e porta a casa 4 medaglie ), il 4 ottobre del 1916 la fonderia viene nuovamente distrutta insieme al resto del villaggio di Campo a causa di un incendio, Agostino Michielli, Sergente nell’artiglieria di montagna, nella notte del 12 dello stesso mese attraversa le linee di guerra di nascosto, per sincerarsi sulla salute dei suoi familiari ( Fonte 13 / 15 ). Nel 1919 il padre Arcangelo Michielli ritorna da Firenze dove era internato; insieme ai figli ricostruisce la fonderia ricominciando l’attività. (Fonte 13 – 15 - 29)

La ditta Michielli nel 1925 è tra i soci del Consorzio dell’Artigianato Artistico Ampezzano attraverso una specializzazione lunga un secolo sulle tecniche di lavorazione artistica di oggettistica in bronzo e ottone e nel 1932 impiega 4 addetti con un reddito netto di 4.000 lire ( Fonte 8 ). L’azienda contribuisce in questi anni a scrivere la storia dell’artigianato ampezzano; per le fusioni si utilizzano bossoli e granate della 1° Guerra Mondiale che Agostino recupera con i figli sulle zone di combattimento ( Fonte 25 / 27 ).

La fonderia viene completamente ricostruita in quel di Campo di Sopra nel 1936 ( Fonte 27 ) grazie agli emolumenti percepiti per i danni di guerra. La ditta appare ampliamente nel 1939 nel libro “Cinque capitoli di URSUS” edito a cura dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e del Turismo e del Consorzio delle Industrie Ampezzane, quest’ ultimo costituito dai F.lli Demenego,Verocai, Michielli e da Andrea Lacedelli. In quel periodo la Fonderia è dotata di ben 3 forni meccanici, uno dei quali un Invictus rovesciabile a carbone con una capacità di 50 kg per la fusione del bronzo e dell’ottone, uno per la fusione dell’acciaio e un forno Cubilott per colare la ghisa, con una capacità di 200 kg interamente ideato e costruito da Agostino ( Fonte 9 ).

Durante la 2° Guerra Mondiale la fonderia non si ferma; produce bronzine per i mezzi meccanici tedeschi e piastre in ghisa per le cucine da campo militari, il tutto destinato ad una officina meccanica di Brunico. Nel 1945 risultano impiegati in Fonderia 5 addetti; i fratelli Agostino e Luigi con i relativi figli Renzo, Agostino e Giulio.

In occasione dei VII Giochi Olimpici Invernali del 1956, esce il numero unico celebrativo a cura della direzione servizi olimpici del comune ampezzano e in un articolo di Bartolomeo Zanenga intitolato “L’Artigianato Ampezzano”, vengono citati i Michielli.


La Fonderia Michielli ottiene un diploma di benemerenza come riconoscimento per la partecipazione alla 21° Mostra mercato internazionale dell’ artigianato che si tiene dal 4 al 24 maggio 1957 in Firenze; nel giugno 1958 un diploma di benemerenza come riconoscimento per la partecipazione alla 5° Mostra dell’Artigianato Veneto organizzata presso la 36° Fiera Campionaria Internazionale di Padova e nel giugno 1960 un diploma di benemerenza come riconoscimento per la partecipazione alla 7° Mostra dell’Artigianato Veneto organizzata presso la 38° Fiera Campionaria Internazionale di Padova. La ditta Agostino Michielli e figli riceve nel 1961 il diploma di medaglia d’oro per aver contribuito al progresso economico della Provincia di Belluno ( Nonostante i suoi 70 anni Agostino è ancora al lavoro ) (Fonte 16) e nello stesso anno aderisce all’associazione Unione Artigiani di Belluno. Nel 1966 risultano impiegati 3 addetti, l’impresa viene iscritta nel ’67 al REA con il n° 37926 e anche all’Albo delle Imprese Artigiane con il n° 7290.

Opere di rilievo che ci confermano la ditta nell’autunno 1972 sono alcune targhe ed un capriolo in bronzo presso il monumento ai caduti di tutte le guerre a Cibiana di Cadore ( Fonte 21 ).

Nel 1979 in occasione della visita del Papa Giovanni Paolo II sulla Marmolada, si fondono delle medaglie in argento ed altre in bronzo ( Fonte 28 ).

  Nel 1980 cambia la natura dell’impresa che per la prima volta si dà un profilo societario, i fratelli Renzo ed Agostino assieme ai figli Roberto e Danilo costituiscono la Fonderia Artigiana Michielli sdf (Fonte 3) e nel 1984 Telecortina realizza ben 9 trasmissioni dedicate all’artigianato artistico, una dedicata anche alla fonderia. 


Attorno al 1985 esce il catalogo n. 20 dell’Artigianato Artistico Ampezzano, nel quale appare anche la Fonderia Artigiana Michielli ( Fonte 4 ) e nel 1990 circa si replica con un nuovo catalogo ( Fonte 5 ).

Nel 1992 in occasione dei 100 anni dell’Artigianato Artistico Ampezzano viene edito dalla stessa associazione un libro riassuntivo sulla storia dell’ ente e le relative aziende storiche della valle, incusa la fonderia ( Fonte 8 ).

Due targhe in bronzo, realizzate nel luglio 1993, in occasione della visita del papa Giovanni Paolo II, si trovano sul Monte Rusiana e a Maraia in Auronzo di Cadore.

Nel 1995 Alessandro, figlio di Roberto, ottiene il Diploma di Maestro d’Arte presso l’Istituto d’Arte di Cortina e inizia a lavorare ininterrottamente presso la fonderia, l’anno seguente si aggrega anche il fratello Federico, dopo aver ottenuto lo stesso Diploma.

Il 14 luglio 1996 vien inaugurato il Monumento dei Ladini sul Passo Sella, progettato dallo scultore Dino Gaspari e fuso dalla fonderia Michielli (Fonte 6).

La rivista “Cara Cortina” nel dicembre 1997 dedica una pagina intera all’azienda nell’articolo “Uomini di Ferro” di Isabella del Bono, rimarcando che la tradizione ampezzana degli artigiani che lavorano il metallo è antica e molto attuale.

La società di Michielli Renzo & Roberto nel 1997 si trasforma, Renzo lascia spazio ai due nipoti dando luogo ad una nuova intestazione, la Fonderia Michielli snc di Michielli Roberto & C, che nell’ agosto 1999 partecipa alla mostra esposizione-laboratorio intitolata “La Tradizione nel Tempo” tenutasi per 4 giorni nel nuovo teatro tenda presso il piazzale dell’ex stazione a Cortina d’Ampezzo.

Altro riconoscimento alla ditta Fonderia Michielli SNC è il premio “ARTE e LAVORO” per i 30 anni lavorativi ottenuto il 23 maggio 1999 dall’ Unione Artigiani di Belluno ( Fonte 6 / 19 / 26 / 35 ), riconoscimento nuovamente ottenuto nel 2009 per i 40 anni di lavoro (Fonte 5 - 17 - 24 - 31).

Nel 2000 la ditta partecipa assieme agli artigiani di Cortina alla stampa di un bellissimo catalogo promozionale a schede dedicato ai professionisti del settore edile e progettuale, edito dall’ Associazione Artigiani di Cortina con il patrocinio della Regione Veneto, della Camera di Commercio di Belluno, Unione Artigiani, Appia e Cna ( Fonte 22 ).

Nel 2001 esce il supplemento”AQ CASE CORTINA” abbinato al n.248 della rivista “Antiquariato” nel quale si nomina anche la piccola ma rinomata Fonderia Michielli ( Fonte 3 ) e nell’ aprile dello stesso anno la ditta acquista il dominio internet www.michielli.it, inizia quindi la sua presenza sul web con un proprio sito aziendale del quale si occupa personalmente Alessandro Michielli.

In occasione della visita di Sua Altezza Imperial-Regia, l’Arciduca Otto D’Asburgo in Ampezzo nell’ottobre 2005, la fonderia realizza una targa commemorativa in bronzo posizionata alla base del campanile di Cortina. (Fonte 38)

Nel 2007 la Fonderia Michielli snc lascia la sede storica di Cortina D’Ampezzo per trasferirsi a Vodo di Cadore, dove già da 16 anni abitano i suoi titolari.

La nuova e amplia sede è dotata di 3 forni fusori: Uno rovesciabile, con una capienza di 150 kg, e due fissi con una portata di 150 e 50 kg. Si adegua inoltre a tutte le normative di legge previste per la tutela della salute degli addetti e alle emissioni in atmosfera, mantenendo la lavorazione tradizionale e dal 2009 attua una esposizione permanente dei propri prodotti in loco.

Dal lontano 1973 realizza per il CAI di Auronzo le medaglie per la nota corsa in montagna non competitiva di 30 km che da Misurina a Auronzo passa per sei rifugi ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo e della Croda de Toni, denominata la “La Camignada poi siè Refuge”, arrivata nel 2015 alla 43° edizione.

L’attuale società è composta da Roberto Michielli e i figli Alessandro, Federico e Lorenzo.